Perché proprio con Italia dei Valori?
Ma come? Con Di Pietro?
Questo video è dedicato alle centinaia di persone che mi hanno guardato con gli occhi sgranati durante la campagna elettorale.
Pensateci, quando tornerete a votare…
Ma come? Con Di Pietro?
Questo video è dedicato alle centinaia di persone che mi hanno guardato con gli occhi sgranati durante la campagna elettorale.
Pensateci, quando tornerete a votare…

Riprendo dall’ottimo blog di byoblu e da giornalettismo.com
Corriere della Sera del 30 Agosto 2010, pagina 9. Intervista ad Umberto Bossi.
“Berlusconi mi ha detto che Bersani è andato a dirgli che se avesse avuto problemi, i voti per non andare alle elezioni glieli avrebbe dati lui“.
Si attendono con ansia delle smentite.
Ma in fondo tutto torna, no? Un po’ come il fido Latorre che dava i pizzini al collega del PdL per aiutarlo a mettere in difficoltà il “nemico” dipietrista.
Che dovrebbe mai fare, una opposizione? Di fronte al governo di un piduista dai metodi a dir poco mafiosi? Di fronte a un soggetto che ci copre di ridicolo da anni e anni pur di risolvere le sue beghe e continuare a fare miserabili affarucci alle nostre spalle? Di fronte a un popolo inebetito a colpi di televisione, mentre i tg “alla minzolini” continuano imperterriti a passare CAZZATE GIGANTESCHE (perdonate il francesismo) al posto delle notizie?
Potrebbe forse opporsi?
Ma non scherziamo, suvvia…

Il Dow Jones è sceso nuovamente sotto la soglia psicologica di 10.000
Dopo mesi di cauto ottimismo i dati sul mercato immobiliare americano (due volte peggiori rispetto alle tetre previsioni degli analisti) hanno dato un duro colpo alle aspettative di ripresa. L’indice finanziario più famoso del mondo è tornato a volgere verso il ribasso. Insieme a lui buona parte delle speranze dei democratici di contenere l’annunciata debacle alle imminenti elezioni di mid-term.
Purtroppo il quadro non è cambiato rispetto alle analisi fatte durante le fasi acute della crisi. L’amministrazione Obama non ha prodotto significative modifiche alle regolamentazioni del mercato finanziario, le banche continuano ad operare e speculare in maniera selvaggia, e molti paesi strutturalmente deboli vedono sempre più da vicino il rischio di default, e quello di un pericolosissimo effetto domino. La maggior parte degli analisti sta tornando ad allinearsi alle posizioni della Cassandra moderna, Nouriel Roubini, che già da tempo parlava di crisi a W e di “sucker’s rally” per descrivere il periodo di ripresa delle borse.
Abbiamo avuto alcuni mesi di pausa, e tempo per una lunga boccata di ossigeno.
Ma tutto sembra suggerire che presto l’economia in apnea tornerà a monopolizzare la scena mondiale, e le pagine di questo blog. Nell’attesa, buon weekend a tutti!

In Italia si è perso da tempo il senso della misura. Ci lasciamo scivolare addosso qualunque cosa.
Purtroppo (o per fortuna) ci sono sempre a disposizione degli avidi amanuensi pronti ad una piccola predica nel deserto in occasione degli eventi più clamorosi.
Invito pertanto i lettori ad una riflessione su questa vicenda. Mondadori, azienda (illegittimamente) di proprietà del Presidente del Consiglio, salda un debito col fisco di 173 milioni pagandone il 5%: 8,6 milioni. Il miracolo è reso possibile da un piccolo comma, che dopo due tentativi infruttuosi è stato inserito in maniera coatta in un provvedimento di ben altro genere.
Benvenuti nel mondo del Conflitto di Interessi, quello dove chi comanda ha gioco sempre facile nel trasferire 165 milioncini di euro dalle tasche della collettività alle proprie. In America per un millesimo di tutto ciò un politico finirebbe appeso alla Statua della Libertà, a eterno monito per tutti gli altri. Da noi una cosa del genere vale giusto la pagina scandalizzata su Repubblica e la solita manifestazioncina di protesta via web.
Amo la politica, ma di questi tempi spesso sembra essere terra più morta di un cadavere. E forse pure io non mi sento poi tanto bene…

Scrivevo due anni fa, commentando le fasi iniziali della crisi e il fosco orizzonte politico del nostro paese: “per il futuro prossimo ci possiamo attendere una mobilità di voti forte, e la nascita di nuove formazioni“. Così è: il brand di successo del 2011 è proprio il binomio “nuovo & diverso”. Non a caso i venditori di pentole nostrani si affrettano ad appropriarsene, pur con qualche miserabile problema di marketing nell’associare il concetto a qualcosa che è sempre lo stesso, e fa sempre più schifo.
L’operazione in realtà costituisce professione nobile, dotata di una certa tradizione. Il trasformismo all’italiana vanta solide radici storiche ed è già stato protagonista di una performance d’eccezione durante il faticoso passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Il triplo salto mortale che ci ha portato dalla padella alla brace, da Craxi a Silvio Berlusconi, proprio a colpi di “diversità”, “novità”, “moralità” e “rigore”…
Ne parlavano davvero, di cambiamento. A pensarci adesso sembra incredibile, ma ricordo con una certa commozione Berlusconi pretendere incensurati nelle liste della neonata Forza Italia, e cavalcare con fierezza la grande onda della rabbia popolare, straparlando di candore e onestà. Addirittura proporre Antonio Di Pietro come Ministro dell’Interno.
Era il 1994, eppure sembra ieri. Oggi, invece?
In alto i cuori, signori, il futuro prossimo è già arrivato. È qui, e adesso.
Immagino che nella prossima e oramai imminente campagna elettorale torneremo a sentir parlare di cambiamento, moralità e rigore. Dopo sedici anni, ci voleva proprio.
Chissà se qualcuno si ricorderà dei pazzi e degli eroi che hanno avuto cuore di parlarne anche durante i decenni non sintonizzati. Difficile… Ma sicuramente ci potremo consolare con la carrellata di “nuovi” nomi che campeggeranno nelle liste (rigorosamente bloccate) per Camera e Senato, no?
…
Forse no.
Alla fine il Gattopardo l’ha sempre saputa lunghissima…
È morto Francesco Cossiga.
Si dovrebbero dire troppe cose, quindi meglio non dire nulla. Lasciamo parlare lui…
“Per fermare gli studenti universitari che protestano, Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero Ministro dell’Interno. Ossia lasciarli fare. Ritirare le forze di poliza dalle strade e dalle università. Infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopodichè, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti all’ospedale. Non arrestarli, che tanto i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli, e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti.” (Intervista a Il Giorno/Resto del Carlino/La Nazione, 23 ottobre 2008)
“C’era un aereo francese che si mise sotto il Dc 9 e lanciò un missile per sbaglio. I francesi non lo diranno mai. E se qualche giornalista insiste, chissà che non abbia un incidente d’auto.” (Intervista, maggio 2009)
“So tutto su Gladio: come era fatta e come non era fatta. Per filo e per segno. E quindi, quando ne parlo, ne parlo con perfetta cognizione di causa. E mi sono immediatamente sbracciato per garantire che era una cosa perfettamente lecita, anzi doverosa, e senza doppi fondi, esponendomi in prima persona.” (Senza Fonte)